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Il Femminile nel Buddhismo

Il Sangha monastico è uno solo, al di là del genere di appartenenza, e la Via del Dharma è il sentiero in cui praticare tutti assieme gli insegnamenti del Buddha che portano alla realizzazione del Risveglio, della Saggezza Compassionevole e dell’Equanimità che abbraccia e include tutte le differenze, che non crea separazioni e che si manifesta sempre a beneficio di tutti gli esseri.
La Via del Buddha ci insegna a riconoscere che non esiste separazione fra gli esseri, né tanto meno fra i membri del sangha di tutte le scuole buddhiste, o religiosi di altre tradizioni. Riconoscere la non-separazione non implica negare differenze e peculiarità caratteristiche individuali e collettive.
Questo vale anche in relazione alla vita monastica – femminile e maschile – le cui naturali differenze, storiche o simboliche che siano, non devono essere trascurate: una maggiore consapevolezza a riguardo, da parte di tutti, può soltanto aiutare le persone a porsi meglio a servizio della pratica stessa e del beneficio di tutti gli esseri.
Da Mahaprajapati a noi oggi, dagli aspetti storici a quelli spirituali e simbolici, il sangha monastico femminile ha molto da offrire nella importante condivisione di una pratica profonda in comune, dovunque.
Aspetti archetipici e simbolici, come quello del Femminile, sono fondamentali funzioni presenti da sempre in ciascun individuo, e tali aspetti, manifestati anche dagli Illuminati, necessitano di essere meglio conosciuti perché sia possibile, per tutti, integrarli nel rispetto profondo delle differenze naturali degli individui.


Avendo realizzato il Nibbana,
mi sono specchiata nel Dhamma.
Ho estratto la freccia,
deposto la zavorra,
adempiuto il compito.
Io, Kisa Gotami la monaca,
in cuor libero,
ho pronunciato queste parole.


2° Incontro delle monache buddhiste in Italia
27-28 settembre 2014 - TEMPIO SANBO-JI, Berceto (PR)

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[ link ] programma (inglese), pdf
[ link ] resoconto del 1° incontro, pdf
Bibliografia sul Femminile nel Buddhismo

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- Keith Dowman, LA DANZATRICE DEL CIELO, Vita segreta di Yeshe Tsogyal, Ed. Ubaldini, Roma, 1984.
- Lama Thupten Yeshe, TARA, L'ENERGIA ILLUMINATA, Chiara Luce Edizioni, Pomaia (PI), 1993.
- Namkai Norbu, TARANATHA, Il rosario d'oro, Shang-Shung Edizioni, Arcidosso (GR), 1985.
- Jane Hamilton-Merrit, DIARIO DI UNA MEDITANTE, Ed. Ubaldini, Roma, 1988.
- Ruth Middleton, ALEXANDRA DAVID-NEEL, La vita avventurosa di una donna buddhista, Astrolabio-Ubaldini Editore, Milano, 1990.
- Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO, Ed. Ubaldini, Roma, 1991.
- Shundo Aoyama Roshi, LA VOCE DEL FIUME, San Paolo Edizioni, Milano, 1994.
- Maura Soshin O'Halloran, CUORE PURO MENTE ILLUMINATA, Ed. Il Punto di Incontro, Vicenza, 1994.
- Giacomella Orofino (a cura di), CANTI SPIRITUALI DI MA GCIG, Ed. Adelphi, Milano, 1995.
- Martine Bachelor, RENCONTRE AVEC DES FEMMES REMARCABLES, Vivre la spiritualité bouddhique au quotidien, Editions Sully, Vannes (Francia), 1995.
- Susan Murcott, BOUDDHA ET LES FEMMES, Les premières femmes bouddhistes d’après le Therigatha, Ed. Albin Michel, Parigi (Francia), 1997.
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- Teishin, Ryokan, LA ROSEE D’UN LOTUS, Edition Gallimard, Parigi (Francia), 2002.
- Carla Gianotti, CENERENTOLA NEL PAESE DELLE NEVI, Ed. UTET, Torino, 2003.
- Vicki Mackenzie, LA GROTTA NELLA NEVE, Ed. Baldini & Castoldi, Milano, 2008.
- Carla Tzultrim Freccero, TARA, L'ARTE DEL POTERE FEMMINILE, Chiara Luce Edizioni, Pomaia (PI), 2010.
- Llewellyn Vaughan-Lee, THE RETURN OF THE FEMININE AND THE WORLD SOUL, The Golden Sufi Center, Point Reyes Station (USA), 2009.
- Grace Schireson, ZEN WOMAN, Wisdom Publications, Boston (USA), 2009.
- Thea Nohr, Jampa Tsedroen, DIGNITY AND DISCIPLINE, Reviving full Ordination for Buddhist Nuns, Wisdom Publications, Boston (USA), 2010.
- Antonella Comba, LE DONNE INTORNO AL BUDDHA, Lulu Edizioni, Raleigh (USA), 2011.
- Carla Gianotti, DONNE DI ILLUMINAZIONE, Dakini e demonesse, Madri divine e maestre di Dharma, Ed. Ubaldini, Roma, 2012.
- Carla Gianotti, SPIRITUALITÀ AL FEMMINILE, Ed. Ubaldini, Roma, 2012.
- Eido Francis Carney, RECEIVING THE MARROW, Teachings on Dogen by Soto Zen Women Priests, Temple Ground Press, Olympia (USA), 2012.
- Michaela Haas, DAKINI POWER, Extraordinary women shaping the transmission of Buddhism in the West, Shambhala Publications, Boston (USA), 2013.
- Sallie Tisdale, WOMEN OF THE WAY, Discovering 2.500 Years of Buddhism Wisdom, Harper, San Francisco (USA), 2007.
- Grace Schireson, ZEN WOMEN, Beyond Tea Ladies, Iron Maidens and Macho Masters, Wisdom Publications, Boston (USA), 2009.
- Florence Caplow e Susan Moon, THE HIDDEN LAMP, Stories from Twenty-Five Centuries of Awakened Women, Wisdom Publications, Boston (USA), 2013.
- Judith Simmer-Brown, DAKINI'S WARM BREATH, The Feminine Principle in Tibetan Buddhism, Shambala, Boston-London, 2001.
- Diki Tsering, DALAI LAMA MY SON, A Mother's story, Virgin Publishing Ltd (UK), 2000.
Bibliografia sulla spiritualità femminile

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- Erich Neumann, LA GRANDE MADRE, Astrolabio-Ubaldini Editore, Milano, 1974-1981.
- Erich Neumann, LA PSICOLOGIA DEL FEMMINILE, Astrolabio-Ubaldini Editore, Milano, 1975.
- Marija Gimbutas, IL LINGUAGGIO DELLA DEA, Ed. Neri & Pozza, Vicenza, 1989.
- Marija Gimbutas, LE DEE VIVENTI, Ed. Medusa, Milano, 1999.
- Joseph Campbell, R. Eisler, M. Gimbutas, C. Musé, I NOMI DELLA DEA, Il femminile nella divinità, Ed. Ubaldini, Roma, 2008.
- Marija Gimbutas, LA CIVILTÀ DELLA DEA, Vol. I, Ed. Stampa Alternativa - Nuovi Equilibri, Roma, 2012.
- Robert Graves, LA DEA BIANCA, Ed. Adelphi, Milano, 1992.
- Dean Falk, LINGUA MADRE, Cure materne e origini del linguaggio, Ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2011.
- Luciana Percovich, COLEI CHE DÀ LA VITA, Venexia Edizioni, Roma, 2009.
- Clarissa Pinkola Estés, DONNE CHE CORRONO CON I LUPI, Ed. Frassinelli, Milano, 1993.
- Clarissa Pinkola Estés, LA DANZA DELLE GRANDI MADRI, Ed. Frassinelli, Milano, 2006.
- Jean Bolen, LE DEE DENTRO LA DONNA, Astrolabio-Ubaldini Editore, Milano, 1981-1984.
- Pepe Rodrìguez, DIO È NATO DONNA, Editori Riuniti, Roma, 2000.
- Merlin Stone, QUANDO DIO ERA UNA DONNA, Venexia Edizioni, Roma, 2011.
- Andrea Romanazzi, GUIDA ALLA DEA MADRE IN ITALIA, Venexia Edizioni, Roma, 2005.
- Clarissa Pinkola Estés, FORTE È LA DONNA, Ed. Frassinelli, Milano, 2011.
- Kris Waldherr, LA DEA INTERIORE, Xenia Edizioni, Milano, 1998.
- Luciana Percovich, OSCURE MADRI SPLENDENTI, Le radici del sacro e delle religioni, Venexia Edizioni, Roma, 2007.
- Charlene Spretnak, DEE PERDUTE DELL’ANTICA GRECIA, Venexia Edizioni, Roma, 2010.
- Shahruk Hussain, LA DEA, EDT, Torino, 1999.
- Patricia Monaghan, FIGURE DI DONNA NEI MITI E NELLE LEGGENDE, dizionario delle dee e delle eroine, RED Edizioni, Cornaredo (MI), 2004.
- Betty De Shong Meador, INNANA, SIGNORA DAL CUORE IMMENSO, Venexia Edizioni, Roma, 2009.
- Lucia Chiavola Birnbaum, LA MADRE OSCURA, MEDiterranea MEDIA, Rende (CS), 2004.
- Daniela Nipoti, IL GRANDE LIBRO DELLE DEE EUROPEE, Xenia Edizioni, Milano, 2011.
- Christian Gaillard, DONNE IN MUTAZIONE, Ed. Moretti & Vitalli, Bergamo, 2000.
- Vcky Noble, IL RISVEGLIO DELLA DEA, Ed. TEA, Milano, 2005.
- Phyllis Curott, IL SENTIERO DELLA DEA, Sonzogno Editore, Venezia, 2012.
- Brenda Gates Smith, I SEGRETI DELLA ANTICA DEA, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2000.
- Dini V., IL POTERE DELLE ANTICHE MADRI, Pontecorboli, Firenze , 1995.
- Esther Harding, LA STRADA DELLA DONNA, Astrolabio-Ubaldini Editore, Milano, 1951.
- Catherine Blackledge, STORIA DI V, Biografia del sesso femminile, Ed. Il Saggiatore, Milano, 2005.
- Bruce Lincoln, DIVENTARE DEA, I riti di iniziazione femminili, Ed. di Comunità, Ivrea (TO), 1983.
- Arthur ed Ellen Avalon, INNI ALLA DEA MADRE, Ed. Mediterranee, Roma, 1913-1984.
- Cristina Fidelman, DONNA RISVEGLIATI, Ed. Ubaldini, Roma, 1990.
- Henri Le Saux, ALLE SORGENTI DEL GANGE, Servitium, Sotto il Monte (BG), 1994.
- Jean Varenne, L’INSEGNAMENTO SEGRETO DELLA DIVINA SHAKTI, Ed. Mediterranee, Roma, 2010.
- Luce Irigaray (a cura di), IL RESPIRO DELLE DONNE, Ed. Il Saggiatore, Milano, 2000.
- Daniel Meurois-Givaudan, IL TESTAMENTO DELLE TRE MARIE, Ed. Amrita, Torino, 2011.
- A. Potente, G. Gomez, CATERINA E TERESA, Passione e sapienza nella mistica delle donne, Ed. Icone, Roma , 2006.
- Franco Incampo, IL DOLCE CANTO DEL CUORE, Donne mistiche da Hildegard a Simone Weil, Àncora Editrice, Milano, 2004.
- M. T. Fumagalli Beonio Brocchieri, ILDEGARDA DI BINGEN, San Paolo Edizioni, Milano, 2000.
- M. Perroni (a cura di), NON CONTRISTATE LO SPIRITO, Prospettive di genere e teologia, Ed. Il Segno dei Gabrielli, Verona , 2007.
- Joan Chittister, IL FUOCO SOTTO LA CENERE, Spiritualità della vita religiosa qui e adesso, San Paolo Edizioni, Milano, 1998.
- Joan Chittister, SEGNATI DALLA LOTTA , TRASFORMATI DALLA SPERANZA, San Paolo Edizioni, Milano, 2006.
- Joan Chittister, VITA ILLUMINATA, San Paolo Edizioni, Milano, 2004.
- Annick de Souzenelle, IL FEMMINILE DELL’ESSERE, Per smetterla con la costola di Adamo, Servitium, Sotto il Monte (BG), 2010.
- Fernanda Camargo-Moro, MADDALENA, LA COMPAGNA DI GESÙ?, Ed. Italianova, Milano, 2007.
- Annick de Souzenelle, LA LETTERA STRADA DI VITA, Il simbolismo delle lettere ebraiche, Servitium, Sotto il Monte (BG), 2003.
- Annick de Souzenelle, L’EGITTO INTERIORE, o le dieci piaghe dell'anima, Servitium, Sotto il Monte (BG), 2007.
- Annick de Souzenelle, IL SIMBOLISMO DEL CORPO UMANO, Servitium, Sotto il Monte (BG), 1999.
- Miranda Gray, LUNA ROSSA, Macro Edizioni, Diegaro di Cesena (FC), 2008-2011.
- Cella Al-chamali Gabriella, LO YOGA DELLE DEE, Fabri Editori, Milano, 2007.
- Momolina Marconi, DA CIRCE A MORGANA, Venexia Edizioni, Roma, 2009.
- Roberto La Paglia, LA GRANDE MADRE, I culti femminili e la magia lunare, Edizioni Akroamatikos, San Giorgio Ionico (TA), 2008.
- Marion Zimmer Bradley, CICLO DI AVALON, Le nebbie di Avalon, Le querce di Albion, La signora di Avalon, La sacerdotessa di Avalon, Ed. TEA, Milano, 1993-1995-1998-2003.
- Hernan H. Mamani, LA PROFEZIA DELLA CURANDERA, Ed. Piemme, Milano, 2008.
Mahapajapati Gotami Theri,
la Grande Madre Adottiva




Pajapati Gotami [1] nacque a Devadaha nel clan degli Koliyan, nella famiglia di Suppabuddha, sorella minore di Mayadevi. Suo padre era Añjana Sakka e sua madre era Sulakkhana. Gli astrologi di corte avevano predetto che i figli nati dalle due sorelle sarebbero diventati Monarchi dell’Universo, per cui a lei fu dato il nome di Pajapati che significa "guida di una grande assemblea".
Mayadevi sposò il capo del clan dei Sakya, Suddhodana di Kapilavastu [2], e diede alla luce Siddharta Gotama (566 a.C.) [3] a Lumbini ma, sette giorni dopo il parto, la regina Mayadevi morì. Suddhodana allora nominò la sorella minore, la principessa Gotami, regina in capo la quale si prese cura di Siddharta come suo primo figlio. Pajapati diede alla luce due bambini, una figlia femmina, Sundari Nanda, e un figlio maschio, Nanda.
Siddharta crebbe fra i palazzi del piccolo regno e sposò Yashodara, una sua giovane cugina, bella come una dea, che in seguito diede alla luce al loro figlio, Rahula. Ma ben presto, subito dopo la nascita del bimbo, Siddharta lasciò il palazzo per dedicarsi alla vita ascetica.
Dopo aver realizzato la suprema Illuminazione, anni dopo, il Buddha fece la sua prima visita a Kapilavastu per rivedere suo padre Suddhodana. Questi, ascoltato il sermone del Buddha, ottenne il primo grado della conoscenza. Il secondo giorno di quella visita, suo cugino Nanda fu ammesso nell’Ordine ed, il settimo, anche il figlio, Rahula, fu ammesso come novizio. Pajapati Gotami, quando il Buddha fece visita alla famiglia, aveva circa sessant’anni o poco meno.
Durante il quinto ritiro nel periodo delle piogge, trascorso nella foresta vicino a Vedali, il re Suddhodana morì, il giorno stesso in cui raggiunse lo stato di Arhat. A quel punto, la regina Mahapajapati Gotami sentì il desiderio di rinunciare al mondo e di diventare monaca. Ne fece richiesta al Buddha, ma egli rifiutò.
Dopo qualche anno, si aprì una controversia tra il clan dei Shakyan e il clan dei Koliyan a proposito dell’uso dell’acqua di un fiume che scorreva al confine dei rispettivi territori. Il Buddha intervenne con successo per evitare lo scoppio di una guerra e, dopo aver ascoltato il suo discorso, i due clan concessero duecentocinquanta giovani ciascuno perché fossero ordinati monaci. Le mogli dei cinquecento, sotto la guida di Pajapati Gotami, si recarono dal Buddha e gli chiesero di essere ordinate monache. Ma il Buddha rifiutò.
Senza scoraggiarsi, Pajapati Gotami e le Cinquecento si fecero rasare e, da sé, indossati abiti gialli, seguirono a piedi il Buddha verso Vesali. Dopo aver compiuto il lungo viaggio, i loro piedi erano sanguinanti e gonfi di bolle, i corpi erano coperti di polvere e sporcizia, le lacrime scorrevano sulle loro guance. Esse si fermarono al cancello del monastero di Kutagara e, lì, Ananda Thera intercedette per loro presso il Buddha. Dopo che il suo appello venne rifiutato dal Buddha Shakyammuni, Ananda insistette ancora altre due volte senza buon esito, per cui decise di porre la domanda in un altro modo, dicendo, "Signore, le donne, una volta entrate nello stato senza famiglia, sono capaci di realizzare i frutti dell’entrare nella corrente, di coloro che non ritorneranno che una volta, di coloro che non ritorneranno, e dello stato di arahant ?". E il Buddha rispose, "…sì Ananda." Ananda disse ancora: "Se le donne sono, allora, capaci di realizzare la perfezione e, poiché Pajapati vi è stata di grande aiuto (è stata vostra zia, vostra balia, vostra madre adottiva), sarebbe bene se potessero essere autorizzate ad entrare nello stato senza famiglia." Il Buddha infine disse, "Se, dunque, Ananda, Pajapati accetta le otto Grandi Condizioni, consideriamo che quella sarà la sua ordinazione."
Così, il Buddha concesse la possibilità dell’ordinazione alle donne, a patto che esse accettassero le otto regole speciali o Garuddhamma:
1. una monaca, avesse anche cento anni di ordinazione, deve rendere omaggio e venerare un monaco, fosse egli anche al primo giorno dall’ordinazione;
2. una monaca non deve risiedere in un luogo vicino al quale non risieda anche un monaco;
3. ogni 15 giorni una monaca deve richiedere e avere consigli dottrinali dai monaci;
4. dopo il ritiro del periodo delle piogge, una monaca deve partecipare alla cerimonia di Pavarana in entrambe le comunità, in ciascuna delle quali deve sollecitare la critica a ciò che si è visto, sentito o sospettato nei suoi confronti;
5. se una monaca ha commesso una azione negativa o un’infrazione ai precetti, dovrebbe dichiarare il suo errore sia all’assemblea delle monache che a quella dei monaci e seguire i loro consigli per 15 giorni;
6. una monaca novizia deve seguire i sei precetti per due anni e poi ricevere la doppia ordinazione, dalle monache e dai monaci;
7. una monaca non deve mai usare un linguaggio inappropriato, oltraggiare, esortare o ammonire un monaco.
8. un monaco deve esortare una monaca quando e dove sia necessario.
Pajapati Gautami ascoltò la risposta riferita da Ananda con gioia, ma chiese ad Ananda di trasmettere al Buddha una supplica, riguardante la contraddizione tra la regola dell’anzianità e quella che prevedeva che una monaca si inchinasse davanti ad un monaco, anche se lei fosse stata ordinata da cento anni e lui da un giorno soltanto. Rifiutando questa richiesta, il Buddha disse che le donne hanno cinque ostacoli: non possono diventare Sakka, Mara, Brahma, sovrano della ruota, sovrano dei tre regni. Aggiunse che, fintanto che le donne non avevano potuto ricevere la piena ordinazione, il Dharma sarebbe durato più a lungo, mentre da allora in poi, cioè dopo che esse avevano ottenuto questa possibilità, il Dharma avrebbe avuto la durata di cinquecento anni in meno. Ananda portò la risposta del Buddha a Gotami e lei ne fu soddisfatta. La stessa cosa fecero le Cinquecento compagne. Venne così istituito l’Ordine delle monache, era il plenilunio di Settembre.
Dopo aver ricevuto gli insegnamenti del Buddha e aver meditato, Pajapati ottenne lo stato di arahant, così come anche le Cinquecento realizzarono lo stesso stato meditando sul Nandakovada Sutta. Per tutte loro, i re Likkavi costruirono un monastero di grandi dimensioni.
Pajapati fu un modello per tutta la comunità femminile perché si adattassero più facilmente alla solitaria e austera vita monacale ed il Buddha affermò che lei era la più importante delle sue discepole monache.
Quando raggiunse l’età di centovent’anni, Gotami Theri risiedeva in un monastero nella città di Vesali (secondo la regola le monache dovevano risiedere all’interno di un centro abitato) mentre Il Buddha si trovava in un monastero maschile vicino a quella stessa città.
Dopo aver raccolto il cibo con l’elemosina, Gotami Theri entrò nello stato di arahant. Uscitane, ricordò il raggiungimento dei meriti durante tutte le sue vite precedenti e si sentì molto felice. Poi passò in rassegna la sua vita attuale e vide che era giunta al termine. Dunque, ritenne opportuno informare il Buddha dell’avvicinarsi della sua propria morte, così come di congedarsi dalle sue compagne e anche dai due discepoli principali. Solo dopo sarebbe tornata al monastero per il trapasso. Pensò: "Non ho intenzione di vivere per vedere la scomparsa di mio figlio, il Buddha, né quella dei due discepoli principali, né quella di mio nipote Rahula o di Ananda. Ho intenzione di precederli tutti nel decesso. Chiederò il permesso a mio figlio, il Buddha."
Gli stessi pensieri e determinazioni sorsero nelle menti delle Cinquecento.
La terra tremò, tuoni e piogge torrenziali scossero il cielo.
Gotami Theri e le Cinquecento uscirono dal monastero.
Lei disse: "Ora procederò verso l’Incondizionato, dove non c’è invecchiamento né morte, né alcuna associazione con cose o esseri spiacevoli, alcuna separazione da esseri o cose care".
Durante il cammino, Gotami Theri pronunciò parole che contribuirono a calmare il dolore dei devoti che erano usciti dalle loro abitazioni inginocchiandosi davanti a lei.
Quando arrivò alla presenza del Buddha, chiese il permesso di trapassare. Il Buddha lo concesse. Dopo di ciò, chiese il permesso del Sangha e dei Venerabili Ananda e Rahula, Entrambi presero le sue parole come risveglio ispiratore, ma al Venerabile Ananda, che ancora si preparava per lo stato di arahant, esse causarono forte dolore. Gotami Theri perciò lo confortò.
Successivamente il Buddha chiese a Gotami Theri di dispiegare i suoi poteri soprannaturali e lei lo assecondò: da una divenne molti e da molti divenne una, da visibile divenne invisibile e da invisibile divenne visibile, passò attraverso una parete e una montagna, ecc. Poi camminò a mezz’aria, tenendo il Monte Meru come un puntello, su cui la grande terra riposava come un ombrello miracoloso. Creò un clima come quello di sei soli che brillino contemporaneamente.
Poi sedette e disse: "Venerabile figlio, io, tua madre adottiva, ho centoventi anni. Sono invecchiata. Ho vissuto abbastanza a lungo. Mi sia permesso di morire". Infine, riferì i meriti accumulati fino all’ultima esistenza.
Anche le Cinquecento manifestarono i loro poteri, chiesero il permesso al Buddha e manifestarono la loro gratitudine a Gotami Theri. Il Buddha concesse pure a loro il permesso di trapassare. Esse tornarono al monastero e si sedettero a gambe incrociate nei loro rispettivi alloggi.
Gotami Theri entrò nei diversi stati meditativi e realizzò la cessazione completa. La stessa cosa accadde alle Cinquecento. Era il plenilunio di Febbraio.
La terra tremò violentemente. Meteore caddero dal cielo. Il cielo rumoreggiò con tuoni. Il Monte Meru barcollò come un ballerino che dondola. Il grande oceano ruggì come se fosse profondamente turbato. Naga, Asura, Deva e Brahma si espressero dicendo: "Impermanenti sono tutte le cose condizionate, esse hanno la natura di dissoluzione".
Il Buddha seguì il corteo funebre con Ananda e molti monaci. Fu il funerale più importante dei tempi del Buddha. L’intero percorso fu coperto da baldacchini, ruscelli e fiori erano ovunque, fiori scesero fitti anche dal cielo, l’aria era profumata come non mai. Musica, canti e balli si tennero in onore delle defunte. Erano visibili sia il sole che la luna. Stelle brillavano nel cielo. In quel mezzogiorno anche i raggi del sole erano freschi come quelli della luna. Dopo l’incenerimento, le sue reliquie vennero raccolte da Ananda nella ciotola delle elemosine che apparteneva a Gotami Theri e presentate al Buddha. Il Beato disse: "Come un albero dal tronco duro è impermanente e cade a terra, così Gotami è stata un tronco grande per il Sangha delle monache ed è entrata nel Nirvana".
Si dice che le reliquie di Gotami Theri diventarono bianche come perle brillanti.
Ananda le raccolse e le consegnò al Buddha e poi ai re Licchavi.
Uno stupa venne costruito dal re per custodire le reliquie di Maha Pajapati.



NOTE
[1] In lingua Pali, Pajapati Gotami: a lunga come in arte; i lunga come in inno (in Sanscrito, Prajapati Gautami)
Rimarrà conosciuta come Mahapajapati ovvero la Grande Pajapati.
[2] In lingua Pali, Kapilavatthu.
[3] Ci sono fonti diverse riguardo la data relative alla nascita del Buddha; di conseguenza, varia anche quella del suo Risveglio.

Questo racconto è una sintesi estratta dai testi sotto elencati e trascritta con la speranza che possa essere di ispirazione a tutti coloro che non avessero ancora sentito la storia della fondatrice del Sangha femminile:
- Ven. IX Khenchen Thrangu Rinpoche, MAHAPRAJAPATI GAUTAMI THERI, Princess, Queen, Saint and Sage, http://www.rinpoche.com/stories/mahagotami.htm
- Bhikku Sujatu, A MITH OF ORIGINS, http://santifm.org/santipada/2010/w2/
- Susan Murcott, THE FIRST BUDDHIST WOMEN, Paralax Press, Berkeley, USA
1° Incontro delle monache buddhiste in Italia
5–7 aprile 2013 - ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA, Pomaia (PI)

[ link ] programma (italiano), pdf
[ link ] programma (inglese), pdf
[ link ] 04-04-2013, apertura con Geshe Ghelek, mp3 1h03
[ link ] 05-04-2013, prima sessione (prima parte), mp3 0h54
[ link ] 05-04-2013, prima sessione (seconda parte), mp3 0h35
[ link ] 05-04-2013, seconda sessione, mp3 1h04
[ link ] 05-04-2013, terza e quarta sessione, mp3 2h02
[ link ] 06-04-2013, quinta sessione, mp3 1h28
[ link ] 06-04-2013, sesta sessione, mp3 1h02
[ link ] 06-04-2013, settima sessione, mp3 1h19
[ link ] 06-04-2013, sessione riassuntiva, mp3 1h15
[ link ] 07-04-2013, meditazione e sutra, mp3 0h28
[ link ] 07-04-2013, sessione finale (prima parte), mp3 1h28
[ link ] 07-04-2013, sessione finale (seconda parte), mp3 0h20